Nei sogni

Quando il mare nei sogni diventa un po’ troppo agitato allora ti allarmi. Dato che il mare non dovrebbe fare paura, ma dare solo serenità.
Mi fermo a pensare dunque.
“Non hai progetti?” mi viene chiesto.
No. Io rispondo. E mi sento stanca. Troppe domande. Troppe intrusioni.

Poi ci ripenso. Un progetto ce l’ho, certo. Se ci arrivo, ovviamente. Tra vent’anni, saltare nelle pozzanghere.

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10 pensieri su “Nei sogni

  1. Mia figlia ha imparato a saltare nelle pozzanghere da mia mamma. Andavano tutte e due a cercarle per la strada e poi insieme, per mano, ci saltavano dentro a piedi uniti, cercando di schizzare il più lontano possibile.

    Quando il mare nei sogni diventa agitato, comunque significa che sogni.

  2. io vorrei saltarci da vecchia. dato che l’età “giusta” (ma quale sarà mai poi?) è ormai passata.
    sì sogno ma sono incubi. i sogni, quelli belli, non ci sono più.

  3. Martina! Che gioia averti ritrovata 🙂
    Ieri ho rivisto Marigold Hotel, un film dolceamaro, un poco edulcorato, sulla vecchiaia, che evoca alla lontana le atmosfere di questa fantastica canzone, di questo video suggestivo e struggente. La vecchiaia che è il versante della montagna che ora scorgo dalla sommità a cui sono ormai arrivata. La qual cosa mi turba e mi fa molto riflettere. Traendone, ogni tanto – nei miei non consueti picchi di ottimismo – la conclusione che anche quella sarà un’esperienza da vivere, curiosa, stimolante, a suo modo. E spero ardentemente, per allora, di avere lo spirito degli anziani di Hoppipolla o di Marigold Hotel: l’arrendevolezza di lasciarsi travolgere dall’onda di un nuovo inizio, una nuova strana, fantastica, stravagante infanzia. Che finirà col rientro nell’indistinto da cui sono emersa 🙂

  4. Cri e Aldo, piacere di (ri)avervi qui 🙂
    Non ho visto quel film, devo indagare. La vecchiaia, come la vedo, Cri? Se ci arrivo, è un’età a cui anelo. L’avevo scritto anche in passato, molte volte, nei blog che ho fatto scomparire per necessità. Un’età in cui potrò finalmente mettere i remi in barca ed essere quello che sono, smettendo di vergognarmi di tutto. Hoppipolla in islandese significa letteralmente “saltare nelle pozzanghere”, mi piacerebbe trovare la traduzione del testo di quella canzone. Perché se supererò la soglia della “terza età” sono sicura che sarà fatto con la serenità nel cuore e nella mente. Non mi turba. E’ un approdo a cui, come ho detto, anelo.
    Perché sono davvero stanca.

    E prima che tu lo chieda, sì, sono passata da te prima di ritrovare il bandolo dei miei scritti. Tu mi hai dato l’input necessario. 😉

    • “Un’età in cui potrò finalmente mettere i remi in barca ed essere quello che sono, smettendo di vergognarmi di tutto.”
      Mi emoziona e commuove che tu dica che ti ho dato l’input… Sono belli, felici, questi travasi reciproci di riflessioni. Perché beh, se questo è vero, con questa semplice, terribilmente importante frase tu lo dai a me. 🙂

  5. Ciao cara, fai benissimo a non avere progetti se e’ quello che vuoi, anzi, fai benissimo ad avere come unico progetto quello di saltare nelle pozzanghere 🙂 Mi piacerebbe stringerti la mano e saltare insieme a te.

    • Non avere progetti non è una scelta, nessuno vuole vivere senza sogni. E’ una necessità di vita. Non tutti hanno le medesime risorse esistenziali, per cui si vive come si può. Che non sempre è come si vorrebbe.

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