Guardo in silenzio

E sento la pioggia, fuori. Sento il freddo della stagione che cambia. Sento. Non guardo oltre la finestra davanti a me, e sto in silenzio. Non attendo, semplicemente assaporo il torpore della stanchezza. Che, come dicevo, ora mi concedo.
Getterò due cose nella valigia logora. Io porto sempre un libro. Dentro di me. Sono una libreria dagli scaffali impolverati, sono una stanza gelida, sono una casa il cui riscaldamento è rotto.
Non guardo oltre eppure vedo ciò che non vorrei vedere.
Ho scritto molto nelle ultime ore, troppo ho ascoltato negli ultimi giorni. Ho bevuto troppo caffé ed ho ancora timore del sonno. Ho timore di quel letto, di quell’oscurità. Quella. Particolare. Oscurità.
Sogno di un sonno senza sogni. Come un tempo. Breve e transitorio, un tempo. Quando immaginavo ancora l’amore.
E’ una nottata fredda, la prima della stagione crudele che ci aspetta. Si dovrebbe dormire.
Appunto.

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7 pensieri su “Guardo in silenzio

  1. Se tu fossi una libreria, come saresti e se tu fossi una casa… o una valigia oppure una luce sopra il comodino… ogni cosa potresti essere, ma non riesci ad essere una donna… una donna sicura di sè e delle sue necessità e dei suoi sogni. So che non vuoi sognare, ma finirai con i rimpianti.

    • perchè dovrei sognare? i sogni mi hanno solo portato dolori e disillusioni. vivere alla giornata mi sta salvando la vita. rimpianti? del mio passato? a che servono? il mio presente non offre occasioni per rimpiangere nulla. è una coperta soffice. di più non chiedo.
      Dimenticavo: sono una donna, adesso più di quanto lo sia mai stata. Una donna non la si misura dal fatto che abbia un uomo al suo fianco … non usiamo gli uomini come nostro metro di misurazione 😉

      • Difendo la categoria. Dei sognatori seriali, ovviamente. E ti chiedo invece perché dovresti non sognare. Il che non vuol necessariamente dire poggiare le proprie speranze sui propri sogni ed attendere che si tramutino in realtà. No, più semplicemente vuol dire sognare e basta, regalarsi un momento di quiete, un sorriso inventato, un minuto per te.
        Una rosa non serve a nulla, ma le mie sono bellissime. Lo ha già detto qualcun altro. Lo stesso vale per i sogni.
        Comincia dai piccoli sogni, quelli da due lire, quelli da un sorriso e via, quelli che, magari poi un paio si possono anche eventualmente tramutare in realtà. Ma non esigere mai niente da loro, non è questo lo scopo.

        E poi certo che una donna non la si misura da un uomo al fianco, ma bensì da quanti ne supera la mattina al parco! 😉 Come va la corsa?

  2. Guarda, sto per andare a correre in questo momento ma ho deciso di rispondere in ogni caso a questo commento irrestistibile (e tra parentesi sto perdendo un po’ fiato perché non ho più tempo per allenarmi 😉 ).
    Capisco ciò che intendi, ma forse ci vuole un dono per sognare come dici tu, una capacità che io non posseggo. Io nel sogno mi ci butto a capofitto ed in apnea. Solo che si rischia di annegare se non impari l’arte, che forse tu hai, di controllare il respiro. Ho rischiato troppe volte, per cui adesso mi sono determinata a vivere del momento. Del presente. Non ho sogni ne’ rose, ma questo momento che mi è dato di vivere.
    E adesso vado a superare qualche uomo al parco 😀

  3. ..ti sto scorrendo ….
    una blogger più silenziosa di me dove la trovi?

    sai che c’è? io ti trovo disarmante….bellissimamente disarmante.
    ..e non ironizzare, stavolta.
    Ciao Vita marina…♥
    vento

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