Dopo il solstizio

Le giornate da oggi si allungano. Minuto dopo minuto, a poco a poco. Impercettibile luminescenza, elemosina alla notte. Ma il lungo buio è finito. Passato il solstizio invernale che fu bellissimo solo 17 anni fa. L’unico solstizio degno di memoria. Che non fosse il semplice e freddo fulcro dell’inverno.
Dopo. Piccoli passi fuori dal gelo, verso il sole. Finito. L’anno, il dolore, il rimorso. Il rancore.
Per la prima volta da troppo tempo sto scrivendo con una piccola felina arrotolata accanto a me. Felis catus. Arrivata la sera di un freddo solstizio. Con me condividerà i suoi silenzi e la sua assorta quiete. Inconsapevolmente, mi aiuterà a trasformare questa dimora in una casa. Sto mettendo su casa. Mi ci è voluta una vita ma ora so che riempirò le pareti vuote e la cucina avrà odore di pranzi. Rifarò gli intonaci e comprerò piante fiorite.
E mi è tornata in mente quella poesia, quei versi del vate irlandese. Che ho sempre dedicato a tutti i felini che hanno portato silenzi e conforto nella mia vita di affanni.
La dedico anche a te, piccola. E che i tramonti si dilatino. Finalmente.

THE CAT AND THE MOON
by W. B. Yeats

HE cat went here and there
And the moon spun round like a top,
And the nearest kin of the moon,
The creeping cat, looked up.
Black Minnaloushe stared at the moon,
For, wander and wail as he would,
The pure cold light in the sky
Troubled his animal blood.
Minnaloushe runs in the grass
Lifting his delicate feet.
Do you dance, Minnaloushe, do you dance?
When two close kindred meet,
What better than call a dance?
Maybe the moon may learn,
Tired of that courtly fashion,
A new dance turn.
Minnaloushe creeps through the grass
From moonlit place to place,
The sacred moon overhead
Has taken a new phase.
Does Minnaloushe know that his pupils
Will pass from change to change,
And that from round to crescent,
From crescent to round they range?
Minnaloushe creeps through the grass
Alone, important and wise,
And lifts to the changing moon
His changing eyes.
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7 pensieri su “Dopo il solstizio

  1. ..ed io non posso che essere davvero felice per TE.
    Mi son detta spesso:”…ho sempre fatto il tifo per questa piccola donna…”
    ed oggi te lo dico…sei grande,, caxxo se lo sei!

    Auguri…per tutto…non aggiungo altro.
    baci
    vento

  2. Occhio, la piccola felina diventerà molto presto una non più tanto piccola felina che prenderà possesso del tuo piumone costringendoti a dormire nell’angolino. E guai se ti muovi che devi star lì ferma a farle da scaldino personale. Salvo svegliarti miagolante alle sei del mattino di una gelida domenica perchè Sua Felinità ha un languorino che esige d’esser soddisfatto. Così ciabatti mezzo rincoglionita in cucina sperando che ti segua e non pretenda pure d’esser servita a letto.
    Convivere con una gatta è come un matrimonio. Con l’aggravante che è lei ad avere sempre l’ultima parola.
    Baci. E buon Sol Invictus.

    • Ho sempre avuto gatti cara Mad 😉 Da un po’ mi mancava la loro presenza… lei è stata abbandonata, ha sofferto, ora è piena di amore e riconoscenza. Si è già presa tre quarti del mio divano… glielo lascio di cuore… per ora non mi sveglia alle sei ma succedeva in passato e sono pronta anche a quello 🙂
      baci anche a te!

  3. Tu sai già quello che penso del solstizio d’inverno… Anche se, comparando i crepuscoli di quest’anno a quelli di quando ero ragazza, mi pare che la precessione degli equinozi abbia preso il sopravvento e le giornate si siano già riallungate di circa una ventina di minuti…
    Alcune tra le donne che stimo e amo di più al mondo sono coabitanti di gatti. Io invece penso di essere umano da cane 🙂

    • Cara Cri, non so chi disse che l’umanità si divide in due, quelli “da cane” e quelli “da gatto” 😉 Io in realtà amo moltissimo anche i cani, ma adottare un cane equivale ad adottare un bambino e in questo momento non me la sentirei. I gatti ti amano ugualmente ma a modo loro, preservando la loro indipendenza e la loro identità. Con i loro spazi personali intoccabili. Ecco, mi ci identifico in questo periodo della mia vita 😉

  4. Errato.
    L’umanità si divide in tre: quelli “da cane”, quelli “da gatto” e quelli che finiscono con l’accogliere ed adattarsi a qualunque vita sotto il cielo.
    Ovviamente arrivata sempre nei momenti meno opportuni.
    A me mancano solo i dinosauri, praticamente. E non per colpa mia. 😉

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