Appiglio

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“Un appiglio”, dice lei abbassando lo sguardo da oltre, “ho bisogno di un appiglio. Perché questa vita è come una nave in tempesta ed io sono sul ponte”. In continuo movimento, senza potersi aggrappare. “Perdo sempre l’equilibrio”. Dice lei da oltre. Una scrivania, una strada, un telefono. Mai in contatto. Un appiglio. A cui tenersi nella tempesta.
Un appiglio qualunque. Una routine di vita.
Senza onde.
E quale sarebbe l’appiglio? chiede la voce.
“Non so”, risponde lei, lo sguardo dubbioso, “lavoro regolare, una vita sociale, amore, famiglia”.
Scuote la testa, la voce.
L’appiglio è dentro di te.
Non c’è gomena o ancora o sartia.
L’appiglio sei tu.
Lei riflette su come sia strana questa cosa eppure così semplice.
Eppure. Finirà la tempesta?
Per ora, uno squarcio sereno, un brandello di luce. Se li fa bastare, lei, che mai ha voluto la luna.
Solo uno sprazzo di sole. E una brezza serena.
Se solo trovasse l’appiglio, tutto sarebbe più semplice.
“Una vita semplice”.
Già.

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7 pensieri su “Appiglio

    • semplice eppure così difficile. forse la cosa più difficile della vita.
      trovare appigli interni, porti sereni interiori a cui approdare, significa diventare buddha.
      e buddha non siamo…

  1. A volte è più facile imparare l’equilibrio. E riuscire a stare in piedi comunque, nonostante ogni sferzata di vento improvviso, ed ogni onda infida di tempesta.
    I capitani delle navi fanno così.

    • E quanto si resiste, caro D&R? Che muscoli ci vogliono? E che concentrazione?. No, poi arriva la sferzata più forte e si cade fuori bordo… i capitani delle navi si agganciano con la cintura alla battagliola. Non rischiano. Andare avanti e trovare un approdo sicuro è la loro priorità…

  2. Eppure è così simpatico “Epperò”… 🙂

    Sai una cosa, credo che li cerchiamo continuamente nella nostra vita questi benedetti appigli e alle volte mi domando: ma è così importante trovarli?
    Di quale equilibrio parliamo, di quello che sarebbe più idoneo per noi stessi oppure di quello che le convenzioni ci hanno imposto di ricercare?

    Al di là di questo, banalmente mi vien da dire che dopo la tempesta spunta sempre fuori il sole, quindi cosa se non aspettare che arrivi?

    Ciao, Buona giornata e come dice una mia amica che in questo momento è anche lei alla ricerca di un appiglio, con gioia. 🙂

    • certo che un appiglio è necessario, Arthur, come puoi vivere senza? Che si chiami famiglia, un lavoro, una casa, un affetto. Qualsiasi cosa, purché sia stabile e permanente. Non siamo più ragazzini e non si può vivere in uno stato di continua precarietà. Io non posso. Senza sapere neanche se mi potrò prendere una settimana di ferie quest’estate. O dove e come lavorerò il mese prossimo. Eccetera.
      Poi chi mi dice : “l’appiglio è dentro di te” lo capisco, è quell’equilibrio interiore a cui aggrapparsi quando tutto attorno a te vacilla. Bisogna farsi Zen. Ma se lo fossi, non starei qui a scrivere tali parole.
      Ecco. La scrittura è un appiglio 😉 … volendo.

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