Férmati (traduzione estemporanea)

neve

Stop.

Che hai corso troppo. E non ti sei mai presa la briga di fermarti a guardarti attorno.
Troppi aeroporti, troppe ansie, troppi debiti, troppe rinunce.
Allora ci si mette un po’ il clima, un po’ un arrivo che ti lascia perplessa. Un po’ una coincidenza inaspettata, un ritorno dal passato, una voce conosciuta che ti propone il nuovo. Un po’ una cosa dentro che non ti fa più paura.
Mi fermo. Ti fermi. Anche quando vorresti continuare ad andare per riscaldarti, per trovare il moto rettilineo di un principio d’inerzia che, alla fine, ci annienta.
Mi fermo. Ci fermiamo.
A volte l’essenza della vita è tutta qui: un momento passato ad osservare. Senza fiatone, senza gente che ci corre appresso. Senza chiacchere inutili, grida, strepiti, imprecazioni.
Ci si stanca, vero?
Bella la pausa prima di ricominciare. Quella quando si vive. E si dice, andava fatto. Perché non l’ho fatto prima?

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