Si impara

dmitriev

Così mi dicevano. Che la vita lascia un segno costante, un’indicazione di direzione. E si impara a tenere la rotta. Malgrado le ingenuità e gli errori, la vita è una scuola di navigazione continua, mi dicevano. Alcuni imparano subito, altri invece hanno bisogno di virate continue. Altri invece non trovano il baricentro. Altri ancora perdono la rotta a ogni cambio di vento e di stagione.
Che poi le stagioni neanche cambiano più.
Poi c’è la tempesta, quella che mai finisce e si rinnova in continuazione. Si nutre di se stessa, delle sue correnti e delle sue maree. Scossa dalle attrazioni lunari, agitata dalle perturbazioni, mescolata da libecci e maestrali. Ma il tuo cabotaggio è piccolo e non ce la fai a percorrere lunghe distanze. Speri sempre nella bonaccia.
Che poi un giorno arriva.
Te ne accorgi a poco a poco, quando tutto si calma. Quando intravedi l’orizzonte e non ce la fai a comprenderlo tutto.
Allora, semplicemente, ti fermi. Sai che devi. Lasci che tutto ti scorra attorno. Voci, strepiti, lacrime, fraintendimenti. Tutto ciò in cui hai creduto e che non era vero. Tutto ciò che avresti voluto ma che davvero non volevi. Tutte le logiche di profitto materiale e personale. Tutte le guerre, gli scontri e i conflitti. Tutte le illusioni e le false promesse.
Rimani a guardare. Seduta a prua verso l’orizzonte, smetti di parlare. E speri di diventare universo, un giorno. Centrata, costante, diretta, solida tra le onde.
Nella tua infinita bonaccia, imparerai a leggere la mappa del cielo senza aver più bisogno di chiedere.
Diventerai saggia balena, un giorno.

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