Com’è iniziato

magritte2

… così è finito. Nel solito assordante silenzio. Un po’ di malessere, ma niente di importante.
Com’è iniziato, così è finito. Nella mancanza dell’essenziale. Navigando al buio e senza navigatore.
Così è finito, con la paura dei sogni. Con la paura, che ti si attorciglia alle budella. Così è finito, ma forse neppure è iniziato.
Nel lungo inverno. Così è iniziato. E si è trascinato, con poco sole, tra mille piogge. E tutto questo gelo.
Così è finito, a remuginare troppo e troppo a lungo su quello che è stato e che non è potuto essere.
Chiudo le imposte e riprendo il  controllo. Che quello non si può perdere, non a tutti è concesso.
E domani è un altro giorno.
Forse lo stesso.

Persone

Vettriano

Ci sono persone che entrano nella tua vita per poco. Come biglie frettolose o, in modo a volte violento, meteore che si scontrano col tuo vissuto e lo incrociano per un attimo. Poi vanno. Alcuni lasciano una traccia. Una ferita. Un’impronta. Una bruciatura. Una cicatrice. Un marchio.
Altri, semplicemente si dissolvono. E non ti ricordi più che faccia abbiano, o come parlano, o come ti mettono le mani addosso.
Poi ci sono gli altri. Quelli che rimangono. Sì, perché altri rimangono incastrati nel tuo vissuto. Ci stanno, mettono radici, fondamenta, domicilio. Condividono l’aria, il cibo, le canzoni. Ti mostrano ricordi, foto, copertine, scritti e le loro cicatrici. E non importa quanti anni passino, o quanti chilometri ci metta in mezzo. Loro rimangono.
Sono i nostri mattoncini, le nostre piastrelle di mosaico. Non chiedono nulla, semplicemente prendono e danno. Più spesso, regalano. Finché, senza ragionarci sopra, un giorno per osmosi involontaria diventano parte di te, mentre tu ti ritrovi parte di loro.
Parte di quel tutto che si chiama vita.
Il resto, è stato solo un incidente.