Equinozio

magritte3Giorno e notte uguali e non ha importanza. Perché tanto non dormiresti comunque. Attendi che le prime luci si sovrappongano alla luna, tagliata a metà anche lei.
Tagliato a metà il tuo cuore. Che era tempo che non lo sentivi, e non sai perché lo senti adesso. Sotto questo cielo diviso a metà. Giorno e notte, luce e buio.
Paura e trepidazione. Aspettativa e disillusione. Carpe diem e futuro.
Non ha importanza. Non sai se è giusto o sbagliato. La vita non l’hai mai capita, non l’hai mai esplorata.
Questa tachicardia l’avevi sempre temuta. Fa paura vero? Non la puoi controllare. Non puoi semplicemente spegnere la luce e dire: è primavera. Lasciamo passare l’equinozio. Che fa brutti scherzi, risveglia gli animali e turba l’asse di rotazione terrestre. E vorresti fuggire. No, vorresti restare. Vorresti dire di no, anzi vorresti accettare.
Vorresti dormire ma tutto sommato troppo a lungo hai dormito. Ora ti devi svegliare. Alla luce, che entra insistente e invade le stanze ammuffite, perché troppo lungo è stato l’inverno dell’anima.
E sai che è sbagliato. Ma potrebbe anche essere giusto. Come se tu ci avessi mai capito qualcosa delle cose della vita.
Piccola ingenua col cuore diviso a metà.

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