Di cose semplici

Scritto dieci mesi fa. Quantomai attuale. Riciclo.

Vita marina

Larson

Ma lo sai di cosa vorrei parlare, invece?
Mentre lui la guardava in modo strano, perplesso. Il cielo in sottofondo.
“Di cosa?” accennò.
Di cose semplici.
“Ovvero?”
Non più disquisire di massimi sistemi.
E lui si chiedeva cosa rimanesse, in questo mondo complicato. “Di cosa dunque?”
Del gelato che abbiamo mangiato ieri e di come si scioglieva al sole. Del sapore che lasciano le fragole sulla lingua. Del bucato che ho appena steso e del profumo che emana nella brezza.
“Di questo vuoi parlare, del bucato?” e non si capacitava.
Sì. E del rumore della pioggia.E delle fusa del mio gatto.“Ti fa paura il resto?”
Lei pensò che quell’ansia sarebbe stata più sopportabile se condivisa in due, raccogliendo papaveri ai bordi di un campo di grano. Perché la leggerezza a volte non solo è sostenibile. È necessaria.

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Un pensiero su “Di cose semplici

  1. La leggerezza è aver trovato il ritmo della vita.
    E’ essenzialità.
    E’ autenticità.
    A disquisire dei massimi sistemi son capaci tutti.
    Ma le cose semplici, oh, quelle fanno tremare i polsi. 🙂

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