Si arranca un po’

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Si arranca un po’. È la stanchezza, dicono. Altri imputano questo zoppicamento esistenziale alle piogge costanti. Eppure dovresti esserci abituata. Già. A che cosa? Alle corse a ostacoli o alla mancanza di estati?
Forse era meglio prima. Prima quando? Chiedo alla mia vocina che mi tormenta quando invece dovrebbe consolarmi. Prima. Quando non c’erano sogni. Quando lasciavi che tutto ti scorresse addosso. Quando avevi imparato a subire ben protetta dalla tua corazza.
Già. Adesso che la corazza si è disintegrata, adesso stupida donna cosa farai?
Adesso che hai re-imparato ad amare senza costrizioni, a odiare, scalciare, accarezzare, sussurrare, gridare, correre, saltare, graffiare, mordere, baciare, piangere a singhiozzi, ridere forte. Cosa farai adesso, stupida donna?
Non li avevi visti quegli ostacoli?
Taci. Tacete tutti. No, non li avevo visti. Ero troppo impegnata a danzare nella pioggia. Ti eri dimenticata della tua fragilità? No. La mia fragilità è la mia forza.
So che tutto finirà un giorno, perché l’unica certezza della vita è la morte. Basta leggere a caso le notizie di questo mondo bastardo. Una pagina a caso.
E allora, che senso ha?
Già.
Forse nessuno. Ma questi pochi attimi senza senso chiamati vita, che almeno abbiano un colore. Questa sequenza di attimi che potrebbe interrompersi senza preavviso. Che almeno abbia un’intensità, un dolore, una gioia, un’euforia incontenibile, una rabbia esplosiva, un torrente di lacrime.
Non è necessario arrancare sempre. Solo un po’, a volte. Capita, quando ti guardi indietro e sai che non dovresti farlo, mai. Sempre avanti lo sguardo, sopprimi quelle insulse paure. Sopprimile tutte.
Eppure dovresti esserci abituata. Alla pioggia.

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Midsummer

Le sidaner

Forse basterebbe fermarsi, mi dicono. Una pausa, prenditi una pausa. Ma come spiegare che non posso? Non è facile spiegare. Questo vuoto accanto a me in questo momento. Non è facile spiegare questa vita. Ogni vita.
Me la prenderò una pausa. Prima o poi, quando la vita cesserà.
E allora non avrò nulla da rimpiangere.
E allora tu non mi mancherai ogni volta che non sento il tuo respiro.