Cuore elastico

jim dineL’uno e l’altra. Il cuore e la vita. Si avvolgevano l’una attorno all’altra. E il cuore si estendeva.
Non aveva scelta. Gli occhi correvano seguendo il percorso. Cambiavano colore. La pelle ora soffice ora stanca. Ed il respiro, un soffio. A volte affannato. A volte sommerso dal sonno. E non aveva scelta. Se non quella di modificarsi. Adattarsi. Riciclarsi. Rejuvenate. Riprendersi gli anni persi, accartocciarli e poi. Lanciarli lontano.
Si allungava, si rimpiccioliva. Si allargava a dismisura il cuore. La mente cercava momenti di quiete, eppure… fuggiva dalla noia, non sopportava i momenti di silenzio, non capiva la meditazione, temeva l’oblio. Lei, che era una contraddizione in se’, cercava di sbrigliare le matasse del suo vissuto. Quel bandolo, l’aveva: la certezza che non era sempre stata umana. Non erano i suoi geni a dirglielo, cassaforte di milioni di anni di cammino sulla Terra. Semplicemente sapeva. Da come si adattava, da come diventava territorio, acqua o roccia che fosse. Da come cambiava forma, il cuore.
Ora batteva e in quel momento, preciso momento, era viva.
In quell’unico momento.