Trainspotting

Non ritornano, i treni partiti. Una volta lasciata la stazione proseguono nella loro inesorabile traiettoria obbligata dai binari.
Diversi sono gli aerei: posseggono un’agilità dovuta all’aria, non seguono alcun binario ma solo corridoi immaginari a cui è possibile fare un’eccezione.
Hanno un tonnellaggio, i treni, che sforza le leggi della fisica, irride la gravità, cavalca l’inerzia. Pur rimanendo saldamente attaccati al suolo, scivolano veloci sperando nell’assenza di ostacoli.
Non tornano indietro, i treni. Si fermano sporadicamente, mai su richiesta. Null’altro siamo se non i passeggeri di un lungo viaggio. Oppure breve, dipende da che stazione scegliamo come destinazione finale. Alcuni di noi viaggiano in continuazione prendendo coincidenze (spesso sbagliate), cambiando itinerari, confondendosi tra casuali compagni di viaggio.
Altri scelgono di guardare dalla pensilina della stazione, impauriti dal viaggio. Guardano e sperano che il treno su cui si sarebbe voluti salire torni indietro.
Ma non torna indietro.
I treni partiti non tornano mai. Ed è inutile inseguirli.

“è inutile che mi arrovelli nella smania di far girare all’indietro gli orologi e i calendari sperando di ritornare al momento precedente a quello in cui è successo qualcosa che non doveva succedere”
Italo Calvino

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